Breve Spunto a partire dalla Parola di Dio del Giorno 30/05/2020

VANGELO Gv 16, 5-14
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Il Vangelo di oggi è la ripetizione di quello di ieri con l’aggiunta di tre versetti, quelli conclusivi.
Qui Gesù parla ai suoi discepoli lasciandoli in sospeso, cioè facendo loro intuire quanto ancora avrebbe da consegnare loro, scegliendo di non farlo!
Decisione motivata dall’incapacità attuale dei discepoli di “portarne il peso”.
Il compito viene affidato allo Spirito che scenderà su di loro.
Noi ascoltiamo questo testo a 20 secoli di distanza e potremmo conseguentemente pensare che i verbi al futuro siano per noi al passato, cioè che ormai lo Spirito abbia già annunciato ogni cosa!
Certamente questo è stato vero per i discepoli allora, ma non per noi oggi.
Se la rivelazione in Gesù è compiuta, se lo Spirito ha rivelato ogni cosa, ciò non toglie che ciascuno di noi si trova in cammino, nella necessità di fare propria la rivelazione, di interiorizzarla, di trovarle un posto nella propria storia e nella vicenda contemporanea.
Anche per noi, come per i discepoli allora, questo percorso non può che essere graduale, deve trovare corrispondenza nel nostro cammino di maturazione umana e spirituale …
Poniamoci dunque nell’atteggiamento di chi accoglie il dono dello Spirito per lasciarsi guidare da esso in una scoperta sempre più intensa e vera del volto di Dio e della sua presenza nella propria storia.

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