Breve Spunto a partire dalla Parola di Dio del Giorno 29/05/2020

VANGELO Gv 16, 5-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

Sui discepoli grava una cappa di tristezza e pessimismo. La morte di Gesù non poteva non essere letta da loro se non con preoccupazione, come la fine di una splendida relazione, come un essere abbandonati definitivamente.
Non sanno del dono preparato per loro e avvertono un senso di solitudine e la sproporzione fra le loro capacità e il futuro cui sono attesi.
Gesù svela loro il dono preparato, dono che potrà raggiungerli proprio in virtù del suo ritorno al Padre.
Gesù insegna loro che il Paraclito è proprio come un “avvocato” che, nella causa intentata dal mondo contro Gesù, mostrerà il peccato del mondo, la giustizia dell’imputato ed emetterà la sua condanna per il maligno, apparente vincitore, in realtà sconfitto dalla croce.
Nel dono dello Spirito i discepoli comprenderanno la verità di queste parole di Gesù.
Noi? Apparteniamo a coloro che pensano di dover difendere Dio, sostituendoci al Paraclito? Apparteniamo a coloro che percepiscono le logiche del mondo come vincenti?
Siamo invitati a non essere tristi, a credere che lo Spirito è capace di fare verità nei cuori degli uomini.

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