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AVVISI: settimana dal 14 al 21 marzo 2021

DOMENICA 14 MARZO
Impegno caritativo: Ci lasciamo interpellare dalle possibilità di servizio da vivere nella comunità.
ORE 15.30 – Celebrazione per i bambini del primo anno di catechesi e i loro genitori

GIOVEDÌ 18 MARZO
ORE 20.30
– Adorazione e a seguire (ore 21.00) Santa Messa a M. Immacolata.

VENERDÌ 19 MARZO – FESTA DI SAN GIUSEPPE
ORE 08.45
– Santa Messa a M. Immacolata, a seguire preghiera per l’inizio dell’anno dedicato a San Giuseppe.
ORE 16.45 – Via Crucis per i bambini a San Paolo, Maria Immacolata e Sant’Alessandro.
ORE 17.30 – Preghiera di inizio dell’anno dedicato a San Giuseppe a San Paolo.
ORE 18.00 – Santa Messa a Sant’Alessandro e San Paolo.
ORE 18.30 – Circa, al termine della Messa a Sant’Alessandro preghiera per l’inizio dell’anno di San Giuseppe.
ORE 20.45 – Celebrazione della Croce a Maria Immacolata, per tutta la comunità pastorale, “Fratelli tutti, nessuno mi è estraneo”, con la testimonianza della Caritas diocesana.

SABATO 20 MARZO
ORE 10.00 – Celebrazione delle prime confessioni a Maria Immacolata.
ORE 15.00 – Celebrazione delle prime confessioni a Sant’Alessandro.

DOMENICA 21 MARZO
Impegno caritativo: sosteniamo con una raccolta straordinaria l’iniziativa Caritas nei Balcani.
ORE 15.00 – Celebrazione delle prime confessioni a San Paolo.
ORE 16.30 – Vespro e meditazione per le coppie di sposi.

RICORDO

La Quaresima dello scorso anno ci ha visti travolti dall’evento pandemia, chiusi nelle nostre case (quello fu vero lockdown), impossibilitati ad incontrarci e persino a celebrare la Pasqua, raggiunti da immagini televisive struggenti, forse anche impauriti da quanto stava accadendo. È passato un anno e i nostri vescovi giovedì 11 hanno celebrato in vari luoghi d’Italia in memoria delle vittime, per invitarci a non dimenticare, per dare speranza; il nostro paese giovedì 18 vive una giornata della memoria che anche qui a Pieve verrà celebrata. Cosa può e deve significare tutto questo per noi, per noi credenti, noi comunità cristiana? C’è una dimensione di noi che indulge alla tristezza, più o meno composta, alla rabbia, o addirittura alla disperazione perché non sa vedere che la morte seminata dalla pandemia e più in generale dal male. Rimaniamo incapaci di fissare lo sguardo alle cose di lassù, a lasciarci trasformare dalla Pasqua. Allora il ricordo genera solo malinconia e chiusura. In questo ricordo siamo invitati a credere veramente che il Signore ha vinto la morte e che i nostri cari sono nella gloria di Dio e ci attendono … C’è un’altra dimensione di noi che è invece il trionfo dell’ego, allora questo fare memoria è ingenua e superficiale gratitudine di chi è sopravvissuto e, meschinamente e egoisticamente ringrazia, come se Dio lo avesse prescelto in virtù di non si sa quale merito! L’esserci con viva memoria è ringraziare della possibilità che ci è data di accogliere la vita come occasione per partecipare del progetto di Dio che ci interpella per invitarci a costruire un mondo dove la fraternità e l’amicizia sociale di cui ci parla il papa nell’enciclica “Fratelli tutti” diventi realtà. Non sciupiamo questa memoria, né questo tempo, in inutili parole di circostanza o in una fuga nel privato, onoriamo le vittime cambiando la nostra vita, come ci è chiesto nel cammino quaresimale.

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